mercoledì 28 febbraio 2007

filastrocca dei sassi in rima insistente

Sassi lisci, colorati
nel rumore rotolati
cento, mille acciottolati
nelle mani accarezzati
scelti, visti, liberati
dentro l'acqua luccicati
fuori ruvidi, seccati
dalle onde levigati
lunghi, piatti, deformati
da stradine disegnati.
Vene, graffi, punte, strati.

Sassi lisci, colorati
da una spiaggia raccattati
nei miei sogni riversati.

lunedì 26 febbraio 2007

da "waking life" - Linklater

la creazione sembra nascere dall'imperfezione, sembra venir fuori da uno sforzo..ehm..e dalla frustrazione.
Ed è così che secondo me è nato il linguaggio, cioè è derivato da un forte desiderio di trascendere il nostro isolamento per comunicare, in qualche modo, gli uni con gli altri.
E probabilmente è stato facile, è stata una semplice questione di sopravvivenza: per dire "acqua" abbiamo prodotto questo suono, e..."c'è una tigre dietro di te!"..e abbiamo prodotto un altro suono!
Ma quello che è davvero interessante, secondo me, è il fatto che noi usiamo lo stesso sistema di simboli per comunicare tutti i fenomeni astratti e intangibili che si presentano nella nostra vita. Come si esprime la frustrazione? O come si esprime la rabbia o l'amore?
Quando dico la parola "amore" il suono viene fuori dalla mia bocca e colpisce l'orecchio dell'altra persona; viaggia attraverso un intricato percorso che porta al cervello, attraverso i ricordi d'amore o di mancanza d'amore...e l'altra persona registra quello che dico e dice di capire, ma io come faccio a saperlo? Perchè le parole sono...inerti, sono simboli, sono morte, capisci?
E una grandissima parte di tutta la nostra esperienza è intangibile. Gran parte di quello che percepiamo non può essere espressa con le parole..eppure....eppure quando noi comunichiamo con l'altro e sentiamo di avere stabilito un contatto e crediamo di essere stati capiti, secondo me proviamo quasi una sensazione di comunione spirituale, ed è forse una sensazione transitoria
ma è ciò per cui viviamo.

mercoledì 21 febbraio 2007

I sogni del marchingegno


Sogna di sogni che sembrano gocce
che battono lievi su rocce;
gocce che battono lievi su rocce
che a facce assomigliano un pò.

Sogna e dipingi il tuo tiepido sogno
soltanto seguendo l'istinto;
segui il sentiero di voci dipinto
che osservi e sogni da un pò.

Sotto le tue palpebre si scaldano i sogni
che tiepidi nascono prima dell'alba.
Quando i tuoi occhi diventano stagni
sotto le tue palpebre si scaldano i sogni.

Carezza il tempo di dolci biscotti
sfornati apposta per te;
mangia i biscotti di dolci carezze
che il tempo via ti portò.

Traccia il ricordo di volti bevuti
in serate passate per strada;
bevi la strada tracciata dai volti
che ricordi oppure no.

Sotto le tue palpebre si scaldano i sogni
che tiepidi nascono prima dell'alba.
Quando i tuoi occhi diventano stagni
sotto le tue palpebre si scaldano i sogni.