lunedì 26 febbraio 2007

da "waking life" - Linklater

la creazione sembra nascere dall'imperfezione, sembra venir fuori da uno sforzo..ehm..e dalla frustrazione.
Ed è così che secondo me è nato il linguaggio, cioè è derivato da un forte desiderio di trascendere il nostro isolamento per comunicare, in qualche modo, gli uni con gli altri.
E probabilmente è stato facile, è stata una semplice questione di sopravvivenza: per dire "acqua" abbiamo prodotto questo suono, e..."c'è una tigre dietro di te!"..e abbiamo prodotto un altro suono!
Ma quello che è davvero interessante, secondo me, è il fatto che noi usiamo lo stesso sistema di simboli per comunicare tutti i fenomeni astratti e intangibili che si presentano nella nostra vita. Come si esprime la frustrazione? O come si esprime la rabbia o l'amore?
Quando dico la parola "amore" il suono viene fuori dalla mia bocca e colpisce l'orecchio dell'altra persona; viaggia attraverso un intricato percorso che porta al cervello, attraverso i ricordi d'amore o di mancanza d'amore...e l'altra persona registra quello che dico e dice di capire, ma io come faccio a saperlo? Perchè le parole sono...inerti, sono simboli, sono morte, capisci?
E una grandissima parte di tutta la nostra esperienza è intangibile. Gran parte di quello che percepiamo non può essere espressa con le parole..eppure....eppure quando noi comunichiamo con l'altro e sentiamo di avere stabilito un contatto e crediamo di essere stati capiti, secondo me proviamo quasi una sensazione di comunione spirituale, ed è forse una sensazione transitoria
ma è ciò per cui viviamo.

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